Amazing Spider-Man #1

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Saltando l’arcinota genesi dell’Uomo Ragno (l’arcinoto Amazing Fantasy #15, che tanto so che leggerò a breve, chè non si può saltare), mi tuffo a capofitto nel mondo dell’arrampicamuri. In questo primo numero ci sono due storie.
Nella prima, intitolata laconicamente “Spider-Man”, si parla di, uh, Spider-Man.
Il povero Peter Parker, anche se ha appena acquisito i poteri per diventare il più figo dei supereroi, in realtà resta il solito sfigato che tutti coglionano dalla mattina alla sera (sarà perchè durante i compiti in classe non passa mai i bigliettini a nessuno, secondo me, altrimenti se lo terrebbero buono e non lo sfotterebbero frontalmente come fanno tutti). Sfigato socialmente e anche quasi un barbone: sua zia May si inventa le scuse più assurde per tardare il pagamento dell’affitto. Peter, invece di prendere a calci in culo il padrone di casa ed esigere un trattamento di favore (chè negli USA mica c’è l’usanza del pizzo come da noi), pondera una rapina in banca (che non commette, chè se lo beccano la zia May ci sta più male che se si droca), ma va a finire che torna a fare il lottatore.

Alcuni compagni di classe, mossi da infinita compassione per un ragazzo così sfigato lo invitano a vedere il match e lui spiega (a se stesso) l’ovvio: “Farei proprio fatica a stare contemporaneamente in platea e sul ring”. Sì, vabbè, ma inventati qualcosa, non abbassare lo sguardo come se la tua massima prospettiva per la serata fosse quella di ammazzarti di pippe guardando i filmini zozzi (osèt, come dicono i francesi).
Terminato il combattimento, P.P. va a farsi pagare, ma l’organizzatore di combattimenti clandestini gli dice che per motivi di contabilità il denaro deve essere tracciato e deve essere fatto un assegno (che negli USA mica c’hanno la finanza creativa come da noi, che se gli arriva la Finanza non può più organizzare i combattimenti tra i cani e le corse di tartarughe importate clandestinamente dall’isola di Pinta, Galapagos). Il cervellone dimostra un’astuzia che deriva da anni e anni di studi: visto che non posso rivelare la mia identità segreta, farò fare l’assegno a nome di Spider-Man. Ovviamente in banca lo deridono (dopo avergli chiesto un documento) e Peter si ritrova senza soldi (ovviamente non pensa a nessun modo per intascare i soldi giustamente guadagnati – chessò, tipo trovare un barbone e offrirgli una cena purchè gli faccia da prestanome).

Intanto la zia May va a impegnare gli ori di famiglia per pagare le bollette. Inoltre JJJ (Jonah J. Jameson, di cui la J. puntata sta per JonahJameson, donandogli il raffinato nome completo di Jonah JonahJameson Jameson e, no, non è parente di Jenna Jameson [che potrebbe farsi chiamare Jenna J. Jameson]) scatena una macchina del fango contro Spider-Man che neanche Libero e il Giornale messi assieme (che bel giornale deve essere il Daily Bugle).
Insomma, le cose non vanno proprio per il verso giusto.
PP per distrarsi va a vedere il lancio di un razzo spaziale pilotato da John Jameson (cioè, io se fossi in lui, un cazzotto a mio padre gliel’avrei dato per la scelta del nome, peraltro così diverso dal suo…). Sembra che vada tutto bene, ma poi non va più tutto bene.

Insomma, l’Uomo Ragno risolve la situazione rubando un aereo e salva il figlio di JJ, ovvero il figlio di JJJ (che casino con le iniziali).

JJJ, che non si dica che non ha il cuore tenero, per tutto ringraziamento pubblica una bella prima pagina sul Daily in cui dice che fa tutto parte di un complotto giudaicomassonicocomunista dell’Uomo Ragno per sembrare buono e invece non lo è, è un traditore della patria, un rutto della società, un cesso. E pensare che ha salvato suo figlio! Figuriamoci cosa avrebbe scritto se non ci fosse riuscito!

 

Nella seconda incontriamo tale Peter Palmer che non sa come sbarcare il lunario. Strano, ha gli stessi problemi e un nome molto simile all’alter ego dell’arrampicamuri. Salta fuori che per questa storia, Peter Palmer È l’Uomo Ragno. Realtà alternativa? Storia fuori continuity? Refuso Reiterato (questo potrebbe essere un buon nome per un personaggio Marvel)? Alla fine, a noi non ce ne frega una peeppa. Andiamo subito al cuore della storia. Tanto per rendere chiaro fin da subito che la Continuity Marvel sarebbe diventata un mostro che spaventa i bambini (“Guarda che se non fai il bravo ti obbligo a imparare la Continuity Marvel” “No, mamma, farò il bravo” “E non solo quella di Terra-616, ma tutte!” “NOOOOOOOOOO!!!”) e che bisognava comprare TUTTO quanto uscito dalla casa delle idee pur di tenere il passo e capire quello che succede ai personaggi, L’Uomo Ragno decide di unirsi ai Fantastici Quattro. Per contattarli decide di introdursi nella loro Base Segreta (un appartamento al decimo piano in periferia dove convivono come degli immigrati clandestini -e no, non ho scritto da nessuna parte “come cinesi”-). Spider Man gioca un po’ con i FF, fino poi a confidar loro che voleva umilmente mostrar loro le sue immense capacità e unirsi al gruppo per prendersi quattro soldini. I FF, imbarazzati, gli spiegano che loro lavorano gratis e che tutto quello che guadagnano lo impiegano nella ricerca (ma se lavorano gratis, vuol dire che nella ricerca impiegano l’equivalente di quanto fa lo stato italiano? – frecciatina gratuita). E poi, no, non si può unire a loro, sennò sembra che i FF non conoscano l’algebra di base. Son Fantastici Quattro perchè son più di tre, ma meno di cinque. Sconsolato, l’arrampicamuri se ne va e incontra il suo primo nemico mascherato (lasciamo perdere come avviene l’incontro: il malvagio usa una macchina tarata su frequenze che solo il senso di ragno dell’arrampicamuri può captare… ecco, appunto. Vado dal ferramenta e gli chiedo: “Sì, dunque, vorrei un trapano, una smerigliatrice e una di quelle macchine con la frequenza tarata sul senso di ragno, ha presente, no?”). In realtà è tutta una trappola: il perfido Camaleonte ruba i piani segreti (ma quanti cacchio di piani segreti ci sono in giro per le prime storie Marvel?) per darli ai comunisti mangiapreti ammazzabambini emiliani anticapitalisti togherosse e lasciare le colpe all’Uomo Ragno. Spidey prima ci casca, poi insegue ‘sta specie di Arturo Brachetti senza ciuffo ridicolo e con l’animo malvagio, lo picchia aiutato dai poliziotti, rischia di essere arrestato, strappa la giacca del Brach… del Camaleonte travestito da poliziotto, fa arrestare il Camaleonte.
Tutto sto casino, e Peter Palmer (Realtà alternativa? Storia fuori continuity? Refuso Reiterato?) non ha risolto niente: è ancora al verde.
Pensa quasi quasi di andarsi a prostituire lungo i viali con un atteggiamento degno di un superuomo tutto pieno di superpoteri: si (super)lagna col destino (non il Dottor Destino) perchè gli vanno tutte storte.

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One thought on “Amazing Spider-Man #1

  1. […] nei maroni) e iniziano una campagna mediatica contro di lui (come succede al povero Spidey fin dalle prime avventure). Batman non si intimidisce e continua ad operare, mettendo in scena ogni accorgimento per evitare […]

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