Doctor Who S03E07

A differenza di quanto avviene in qualsiasi opera narrata, qui non ci sono nè ellissi né altre contrazioni temporali: 42′ minuti per i protagonisti equivalgono ai 42′ per lo spettatore. Complimentoni per la scelta, che permette di gestire molto bene la tensione (che cresce in modo esponenziale, soprattutto verso la fine). Rileggo questa introduzione e mi complimento con me per la scelta terminologica e per l’incipit dall’aspetto così tecnico. Mi mancava solo di infilarci dentro da qualche parte un “metatestuale” e sembravo veramente un intellettuale.
Bando alle ciance. Cosa abbiamo in questa puntata? Il Dottore e Martha scendono dal Tardis e si trovano su una navicella spaziale che sta per andare a sbattere contro il Sole (o contro un sole, non ho capito bene). Vanno in esplorazione della navicella, ma non fanno nemmeno in tempo a dire né a, né bah (come se dicessero abitualmente “A! Bah!” o “Bah! A!” o solo “A” oppure solo “Bah”. Ma che ci si può fare? È un modo di dire che forse mi sono inventato io e perciò si dice così) che il Tardis è chiuso dietro ad una porta e non lo possono raggiungere. La navicella fra 40′ si schianta, i motori non funzionano e bla bla bla. Insomma, bisogna arrivare al lato opposto dell’astronave piuttosto in fretta. Solo che il sistema di sicurezza (bella sicurezza) prevede l’apertura di un tot di porte (una trentina, mi pare) per arrivare ai motori.
Problema: per superare ogni porta bisogna rispondere a delle domande (e bisogna rispondere giusto al primo colpo, sennò automaticamente si blocca tutto – come a dire, se sbagli una volta il pin del tuo bancomat, ti bloccano la carta, il conto e ti imprigionano all’interno dell’ATM). Le domande, per essere sicuri che nessuno sapesse le risposte sono state decise dall’equipaggio mentre erano tutti ubriachi (proprio un bel sistema di sicurezza: “qual’è il mio colore preferito?” “Rosso, ma metto viola, sai che risate! Ah! Ah! Ah!” – e poi, “qual’è il mio colore preferito?”, ok, ma chi ha messo questa domanda?). E così si passan le porte inserendo il numero mancante in una serie di numeri primi felici (la tipica domanda che viene in mente ad un ubriaco) o chi ha venduto più dischi tra Beatles e Elvis (e qui Martha bara telefonando a sua mamma e chiedendole di cercare in Internet-che già ci mette tipo venti minuti ad accendere il pc e collegare il mouse – se succedeva a me e dovevo telefonare al mio babbo, morivamo tutti, senza nemmeno sapere poi chi ha venduto di più).
Nel frattempo un alieno simpatico si impossessa di un membro dell’equipaggio e va in giro citando Disco Inferno (“Burn with me!”).
Ogni tanto alza la visiera del casco (un po’ come Ciclope degli X-Men) e vaporizza un paio di femmine (invero un po’ inutili). Ora è lampante l’atteggiamento sessista di detto alieno: le femmine le vaporizza, mentre si propaga usando i corpi degli altri maschi.
Pure il Dottore è maschio e pure lui viene contagiato. Siccome diventa una testa calda, tentano di raffreddarlo a -200°C (ok, ok, lo so che per raffreddare un corpo -che verosimilmente bolle- e portarlo a tale temperatura serve una macchina che arrivi al di sotto dello zero assoluto e che congelerebbe un po’ tutto lì attorno, ma è inutile fare i rompiballe, ok? È una serie di fantascienza, mica un testo di fisica delle superiori).
Alla fine, stringi stringi, tutti i personaggi importanti (il Dottore e Martha) sopravvivono. La nave si salva, ecc. ecc.
In tutto ciò, la puntata è piuttosto prototipica: azione, tensione, fantascienza e la paura del Dottore di non riuscire a proteggere le persone che ama e che gli sono vicine (certo che anche lui le porta in posti non proprio tranquilli, eh…)
Comunque, siamo alle sequenze finali, il Dottore dà la chiave del Tardis a Martha (la chiava! Ah! Ah! Ah!), lei è molto contenta e quasi commossa (anche se sarebbe stata più contenta se il Dottore l’avesse chiavata sul serio). Costei (quanta cultura nell’uso di tali pronomi personali! E non sono neanche sicuro sia un pronome personale sul serio!) nel frattempo chiama la madre (chiama! Ho scritto chiama con la m!). Scopriamo che le telefonate sono registrate. Da chi?? (Dal Torchwood, così, per dirne una?)
Hangover orizzontale!

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