V for Vendetta

Versione breve (contenuta in un sillogismo):
Alan Moore spacca.
Questa è una storia di Alan Moore.
Questa storia spacca.

Versione lunga (che contiene riferimenti culturali nonché riflessioni morali e cenni di attualità):
Moore immagina un futuro (che ormai è già passato, sia per l’anno di ambientazione della storia, sia per il grado di controllo che le varie forme di potere possono esercitare sui cittadini) assolutamente distopico, in cui una dittatura fascista ha preso il potere e lo mantiene tramite l’utilizzo dei mezzi di comunicazione e la videosorveglianza delle persone.
Orwell, torna indietro, non è un altro plagio del tuo libro.
Qui, a differenza di molte altre distopie, il protagonista non è un inetto che subisce ogni sorta di angheria.
Qui abbiamo a che fare con un supereroe (che, una volta tanto, non si veste come un pagliaccio, ma si limita ad indossare un’evocativa maschera di Guy Fawkes) che è un isolato, che è riuscito a ritagliarsi un mondo fatto di cultura e di conoscenza, ma che non lo usa come un rifugio per estraniarsi dal mondo, ma solo come base e come ispirazione per riuscire a demolire il sistema di potere (marcio) che opprime l’intera popolazione.
La storia inizia con il salvataggio di una ragazzina che diventa poi la sua compagna (so che nel film poi Eve viene interpretata da Natalie Portman – che lusso!), la sua discepola, fino ad abbracciare completamente la sua causa.
Il potere evocativo della maschera ha dato negli scorsi mesi un simbolo identificativo per gruppi sovversivi (come Anonymous), e non è difficile credere che chiunque legga questa storia rimanga affascinato dalla battaglia anarchica di V., protagonista senza volto e senza nome, ma che proprio per questo è immortale, come solo le idee più radicali sanno essere.
Sapere che nonostante il torpore che ci avvolge quotidianamente, possiamo sperare nella venuta di un V che infiammi i cuori è un’idea incredibilmente consolante, nonchè portatrice di un germe di ribellione.
Ah, poi, simbolismi a parte, la storia è avvincente e congegnata benissimo, i personaggi sono delineati molto bene e nessuno è ridotto ad essere una semplice macchietta.
Ma questo è il minimo.

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3 thoughts on “V for Vendetta

  1. […] l’intero pianeta, viene minato solo da dei Batman sovietici, che sono molto simili a V (vedi V for Vendetta). Molto simile a quanto descritto nel fumetto di Alan Moore è anche la diffusione di una pletora […]

  2. […] Deve spaventarli. Far loro paura. Diventare un’idea. Un’idea non si può uccidere (V for Vendetta anyone?). Che cosa è nero, fa paura (e anche un po’ schifo) e arriva di notte senza che te […]

  3. […] Alan Moore ho letto abbastanza poco: una storia di Batman, V for Vendetta e mi pare niente altro. Ogni volta che ci ho avuto a che fare ne ho sempre parlato con i toni […]

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