Doctor Who Special 2 – Planet of the dead

Londra, giorni nostri. Un autobus va, a bordo, oltre a qualche comprimario di scarsa importanza, ci sta pure il Dottore. Che, oh, uno ogni tanto ha voglia di prendere i mezzi di trasporto del volgo. Ovviamente, visto che lui c’ha pure del buon gusto, si va a sedere a fianco all’unica strappona presente sul pullman (che pare sia una ladra, sul modello di Catwoman) e ci prova pure offrendole un pezzo di uovo di pasqua mezzo masticato. Lei rifiuta cordialmente (saranno gli sputazzi della bocca piena del Dottore a non invogliarla? o il suo desiderio di mantenere dens sana in corpore sano [denti sani in un fisico da modella]?). Il destino, però se la prende e catapulta tutto l’autobus dall’altra parte dell’universo. Così, s’è aperto un wormhole e tu che pensavi di prendere l’autobus e risparmiare 10′ rispetto a fare la strada a piedi ti ritrovi nella galassia dello scorpione. Che poi capitano in un pianeta con la stessa gravità della Terra, con la stessa composizione atmosferica della Terra, con le stesse temperature della Terra (oh, a me sembra siano finiti nel deserto vicino a Dubai più che dall’altra parte dell’universo, ma mica sono io lo sceneggiatore; che se capitavano in un pianeta con gravità 10g o senza atmosfera, scendevano dal pullman e morivano tutti dopo 10 minuti e come si riempiva il resto della puntata?).
Insomma.
Sono passati per il wormhole grazie all’autobus che li ha isolati e per tornare indietro devono ripercorrere lo stesso passaggio al rovescio. Solo che l’autobus è inservibile. Sai com’è, sabbia, gomme sgonfie, poca benzina e quella strana tendenza dei mezzi di trasporto terrestri a bloccarsi dopo aver attraversato l’universo.
Il Dottore e la strappona cercano di capire cosa sta succedendo imboscandosi nel deserto assieme, ma vengono catturati da una mosca antropomorfa. Che, insomma, anche loro han fatto un incidente. Ma c’è pure un altro problema: la sabbia e il deserto sono in realtà ciò che resta di un pianeta florido. Ma quanto tempo fa era florido? No, tipo, stamattina. Ah. E come mai ora c’è il deserto? Eh, son ste locuste con l’armatura d’acciaio. Ah. Secondo me sono un problema. Anche per me. Allora prendiamo il nucleo energetico dell’astronave delle mosche, lasciamo che vengano mangiate dalle locuste e torniamo a casa quanto prima. Con il nuovo nucleo energetico l’autobus ora vola (non solo metaforicamente) e riesce a riportare tutti sani e salvi sulla Terra. Il portale viene chiuso (le locuste l’avevano creato per nutrirsi del pianeta Terra. Dici: e ora dove vanno? Risposta: fottesega, vadano da un’altra parte, mica posso pensare a tutto io), un paio di locuste vengono elimate a pistolettate e tutto e bene quel che finisce bene.
Quindi il Dottore c’ha una nuova compagna? Strappona FTW? No, guarda, io ti porterei anche via con me ai confini dello spazio e del tempo, concedendoci giusto un po’ di limone nei tempi morti, ma sono troppo scioccato: le ultime persone che ho portato via con me son finite tutte piuttosto male. Toh, ti regalo l’autobus volante. Va’ per la tua strada. Il mio destino è restare da solo, almeno finché non trovo qualcun’altra. Bai bai.

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