Centuria (Giorgio Manganelli)

Con quest’opera, Manganelli mantiene quanto promesso dal sottotiolo del suo libro: “Cento piccoli romanzi fiume”. 100 romanzi racchiusi ciascuno in una pagina (in realtà ce ne sono un po’ di più come bonus), in cui si descrivono situazioni al limite del paradossale, ci sono colpi di scena, incursioni nel fantastico, conclusioni inattese, tutto sempre racchiuso in un’unica pagina per ogni racconto.
Se all’inizio la cosa puzza un po’ di mero esercizio di stile (nonostante la vulcanica fantasia dell’autore unita ad una capacità di dosare e pesare correttamente ogni singola parola), presto si rimane rapiti da questo fiume di parole che fa navigare la mente verso situazioni a volte puramente astratte e altre volte terribilmente realistiche.
Le centurie aggiunte dopo non hanno la stessa forza delle originali (in particolare la decina relativa alla prigione -> che tra l’altro non riesce a rispettare il concetto di assoluta indipendenza e autoconclusività di una centuria rispetto a tutte le altre; le centurie sulla città invece sono un po’ migliori).

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