Doctor Who Special 4&5 – The end of time (pt. 1-2)

E così alla fine arriviamo alla fine. Dottore, la tua canzone finirà quando sentirai quattro colpi. Che è un po’ quello che tocca agli adolescenti che ascoltano lo stereo in camera e i genitori al piano di sotto con la scopa battono sul soffitto per far abbassare loro il volume. Ma qui la cosa è più tragica. Una roba del tipo: “La tua canzone finirà e tu muori”. Ammazza, ahò. Meno male che poi risorge cambiando forma. Ma al nostro Dottore non gira tanto bene, perché la sua faccia gli piace e poi cambia personalità e va sempre così. E insomma, ci si giostra tra un “Padre allontana da me questo calice” (sto diventando un po’ blasfemo?) e un cerchiamo di capire chi o cosa farà sti quattro colpi. Per dire, se la puntata la dirigeva Truffaut, i colpi eran 400 e, sì, insomma, c’era margine di preparazione. Ma alla fine cosa può essere che fa 4 colpi? Tipo, se il postino suona sempre 2 volte, potrebbero essere 2 postini che arrivano insieme? “Dotto’, qui ci sarebbe ‘na raccomandata da firma’, se volesse” “E qui, Dotto’, c’avemo pure un paio de bollette e il giornalino zozzo che si è abbonato l’anno scorso e che ormai è ora di rinnovare”. No, poco verosimile. Vuoi mai che sia… il battito cardiaco di un Time Lord? Il ritorno del Master? Naaaah, non può essere.
E invece scherzone.
Il Master torna, ma torna “sbagliato”. Questo gli dà la forza di 1000 uomini (deboli – da quanto aspettavo di riciclare questa espressione idiota) e soprattutto dà una certa tensione al personaggio (nel senso che spara scariche da 1000 Volt).
Il problema di avere un amico che compete con una bobina di Tesla è che ogni volt (ah! ah!) che lancia una scarica, poi gli viene una fame chimica che non ti dico. E se questo potrebbe fare la gioia di ogni paninaro abusivo, la cosa prende una brutta piega se poi uno si stufa degli hamburger e inizia a mangiare carne umana.
Comunque.
Nel frattempo Wilf, l’indimenticato nonno di Donna (che ricopre peraltro una posizione familiare piuttosto allitterativa), organizza con gli amici della tombola del centro anziani un comitato di ricerca per trovare il Dottore. Io non riesco a smettere di pensare alla ricerca come ad una cosa del genere (che poi, ma che figata è quel film lì?). La cosa incredibile è che lo trovano nel giro di tipo 2′ (telefilmici).
I due si trovano al bar a parlare di donne e di Donna, che ora sembra più triste di una volta. E poi Wilf continua a sognarsi di uno che ride. È una brutta cosa? E perché va dal Dottore e non da un dottore normale? Che sia colpa delle pastiglie della pressione?
Comunque il Dottore va a cercare il Master e vede che ha imparato a saltare come se avesse le scarpe con le molle tipo Paperinik.
Ma tagliamo corto: in una villa c’è un portale alieno che ha dei poteri alieni di guarigione. Un gruppo di uomini diversamente buoni cattura il Master per ripararlo. Il Master lo modifica e ci fa lo scherzetto a tutti, usando il portale per trasformare tutti gli umani in se stesso. E qui il WTF scappa fuori dalla bocca anche se uno non vuole. (Tra parentesi). John Simm è un Master schizzato come pochi (anche se in realtà gli attori che hanno fatto il Master nelle scorse stagioni mica li ho presenti, per dire) ed è immenso soprattutto quando recita la parte di 6 miliardi e rotti di persone. (Chiusa parentesi. Anzi, per essere precisi la parentesi si chiude qui).
E il peggio ha ancora da venire, perché pare che ci sia il ritorno dei Timelord superstiti che si sono svegliati con un attimo di balle girate e vogliono far finire il tempo stesso.
“Dovrei finire di studiare, domani ho l’interrogazione e sono stato in balera fino ad ora, ma mi sa che non ho più tempo!” “Eh, mi spiace ragazzo, ma è finito, non c’è n’è più per nessuno”.
Hangover!
Che però risolvo subito, che facciamo ste due puntate insieme, va’.
Sì, insomma, i Timelord vogliono tornare e sono incacchiati con l’universo. Ma come? Come possono tornare se sono imprigionati? Semplice: usando il battito nella testa del Master come un sonar. E come mai non ci avevo mai pensato prima?
In buona sostanza, il Dottore aveva mollato la sua specie assieme ai Dalek perché ultimamente avevano cominciato a sbroccare (risulta piuttosto evidente in particolare per quel che riguarda le scelte relative all’abbigliamento – non che il sarto dei Dalek sia questo gran genio, eh).
Il Master subito si risente, perché il battito che l’ha ossessionato per tutta la vita è in realtà niente più che un segnale GPS per quei cialtroni della sua razza. E si capisce che la cosa gli rode.
Poi però capisce che la ghenga di schizzati tiene il coltello dalla parte del manico e cerca di ingraziarseli.
Loro ovviamente non lo vogliono, pussa via reietto, e lui cambia idea come una banderuola al vento.
Nel frattempo il Dottore si ritrova con una pistola in mano (datagli da Wilf), ma non sa se sparare al Master o agl’altri Timelord.
Alla fine è risaputo come la verità stia nel mezzo, in vino veritas, e quindi il Dottore decide di sparare all’amuleto che funge da antenna GPS (sto allegramente usando delle metafore paurosamente inadeguate, ma tanto per capirci).
Gallifrey torna da dove è venuto, i Timelord pure, il Master ci resta secco, cose così.
Ma il Dottore è ancora vivo.
Orpo. Dai che va di lusso. Ma e il contratto di Tennant scaduto? E l’altro tipo che deve iniziare e che gli abbiamo già versato i contributi? Un attimo.
Dopo un po’ il Dottore li sente battere i quattro colpi. Giusto perchè sia chiaro, li sente battere QUATTRO volte.
Non era il Master che lo avrebbe accoppato, ma si sarebbe dovuto sacrificare per liberare Wilf da una gabbia atomica (lunga storia).
In sostanza: il momento è drammatico, Tennant rende benissimo il fatto che il suo Dottore non vuole morire, ma sa anche che le cose devono andare così perchè sì.
Salva Wilf, si puppa la scarica atomica e prima di rigenerarsi va a fare un giro per salutre tutti i suoi amici.
Chè poi, quando cambia fazza e arriva Moffat, mica è detto che li rivediamo ancora.
Quindi via, a fare un giro (peraltro lunghissimo) a salutare tutti, con un crescendo di magone che culmina quando saluta per l’ultima volta (e per ultima) Rose, prima di incontrarla la prima volta.
Poi, vabbè, va incontro al suo destino e in un botto di tristezza parte la lacrimuccia.
E David Tennant fu.
Sconforto di 5″ e si viene poi travolti dalla nuova incarnazione del Dottore.
Che parla e si agita tantissimo. Buon segno.

Advertisements
Tagged ,

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s