Watchmen

Di Alan Moore ho letto abbastanza poco: una storia di Batman, V for Vendetta e mi pare niente altro. Ogni volta che ci ho avuto a che fare ne ho sempre parlato con i toni posati del fanboy Apple quando esce un nuovo iCoso, dell’adolescente innamorato che incontra la sua band preferita, della casalinga media quando esce il nuovo libro della Parodi: insomma, mi strappo i capelli e pretendo che tutti prendano parte allo stato di estasi mistica in cui mi trovo.
Ma stavolta è diverso: qui abbiamo un’opera ENORME. Una fottutissima bomba.
La storia la accenno solamente (se qualcuno inizia a leggerlo, è un privilegio scoprire i vari pezzi un po’ alla volta, senza spoiler o anticipazioni). Siamo in un 1985 alternativo dove per le strade statunitensi girano dei vigilantes mascherati. La versione di Moore di quello che Marvel e DC chiamano supereroi. Per la prima volta ci troviamo davanti delle persone dalla morale quantomeno dubbia, disadattati sociali, violenti mercenari, arrivisti sociali che puntano a capitalizzare la propria immagine, persone costrette da aspettative genitoriali e persone che fuggono da un terribile senso di impotenza, fino ad arrivare a divinità alienate, incapaci di capire realmente il mondo.
La storia inizia con la morte di uno di questi “eroi” e si dipana seguendo le indagini per trovare l’omicida e inciampando in tutte le cause e le conseguenze di tale fatto.
La forma è impeccabile, un puzzle complessissimo in cui i vari pezzi si incastrano da soli nel corso della storia, fino ad un finale inaspettato quanto inevitabile.
Dilemmi morali (arrivi alla fine e ti chiedi: ma chi è che ha ragione?), uno spiegone assurdo dell’accaduto (ma che ha un senso di verosimiglianza pazzesco, nonostante tutto), tanti particolari ricorrenti che denotano una non comune attenzione per il dettaglio, le vignette che sembrano delle bozze per la regia di un film, pochissime splash page (e quando ci sono sono un pugno in pancia), dialoghi densissimi e lunghissimi (ma questa è un po’ la cifra stilistica di Alan Moore).
E c’è pure da aggiungere che i disegni di Gibbons sono fenomenali.
Fatevi questo regalo, anche se non vi piacciono i supereroi. Qui non ce ne sono: ci sono solo le avventure di un gruppo di persone meschine che hanno la passione per vestirsi in maschera.
Tipo i grandi mattonazzi russi, ma meno noiosi e con il 100% in più di gente vestita strana.

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