Ogni maledetto lunedì su due

ogni maledetto lunedì su dueVersione lunga:
Quando mi trovo a commentare i libri di ZC tendo a non avere molto da dire se non sbavare dicendo frasi senza senso tipo “Gigaficus”, “Mirabolante”, “Accattatevillo” accompagnate da altre forme di lode più o meno dirette.
In questo caso non mi discosto molto dal solco tracciato con le mie opinioni (che restano comunque sempre un punto di riferimento nazionale, sia chiaro) sulla Profezia dell’armadillo e sul Polpo alla gola.
La differenza principale rispetto ai precedenti volumi è che in questo caso avevo già letto praticamente tutte le storie. E, oh, mi son ricordato di una cosa: sono di uno spassoso inverosimile. Cioè, il blog è fermo da un po’ e uno poi magari si dimentica, ma si tratta di uno dei fumetti più brillanti degli ultimi anni (il giudizio è ovviamente di parte, visto che -cosa rara- mi sembra di sentire le storie di un amico, di uno che è cresciuto nello stesso humus culturale; diciamo che se fossi capace di disegnare e di scrivere i testi di un fumetto come lo fa lui, mi sembra di leggere quello che farei io – brutta bestia l’immedesimazione [per non parlare dell’abuso delle subordinate]).
Sento già le voci dei miei amici col braccino corto: “Sì, vabbè, e perché spendere soldi a prendere un libro quando il blog di ZeroCalcare è gratis?”.
I miei amici col braccino corto e che si dilettano con l’informatica non perdono tempo e rispondono stizziti: “Per avere forse una copia offline di queste bellissime striscie? Ma non basta uno scriptino con wget e poi con un solo comando aggiuntivo togliamo tutte le robe in più e le impaginiamo e ci facciamo pure saltar fuori un epub, un mobi e un pdf”.
Al che arriva il mio turno. Per prima cosa, rispondo con un ceffone (e che è sto modo di parlare sittanto tracotante? e poi il blog è come l’utero: è mio e me lo gestisco io!).
In secondo luogo, argomento con un sillogismo:
– Zero sta cercando di mantenersi (anche) scrivendo fumetti.
– I suoi fumetti mi piacciono.
– Per cui io pago per averli (così lo incentivo a crearne ancora di più).

Poi, oh, magari il sillogismo è debole: ZC si sfonda di soldi, scappa su un’isola tropicale e non ha più storie di vita vissuta da raccontare. Quindi se mi piacciono le sue storie, non dovrei comprare i suoi libri. Però se poi si smarona, magari smette.
Oh, in un modo o nell’altro, siamo nelle sue mani.
Vabbè, io ormai il soldo l’ho cacciato, quindi ormai non fa più molta differenza.
Ah, bonus: alcune tavole inedite intramezzano le storie già pubblicate.
Niente di spettacolare, onestamente (le tavole aggiuntive, intendo).

Versione corta:
Gigaficus! Mirabolante! Accattatevillo! Altre forme di lode più o meno dirette!

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