The Dark Knight returns

The Dark Knight ReturnsDopo l’esperienza con Wolverine, approfondisco la conoscenza con Franchino Miller in uno di quei volumi che è incastonato nel firmamento dei comics.
A me lo stile grafico di Miller non piace (specialmente l’evoluzione più avanzata), pertanto scegliere un fumetto del quale cura anche la storia è sicuramente il modo migliore per capire meglio questo tizio.
Che, anche se è un po’ fascistello (ed è cosa risaputa), ha sfornato più di qualche pietra miliare.
Voglio dire, in giro ho letto un po’ dappertutto che la rivoluzione del fumetto americano degli anni 80 passa attraverso due capisaldi: Watchmen (e ne capisco il motivo) e TDKR (che ho deciso di leggere proprio per questo).
Bruce Wayne è un arzillo vecchietto che ha dismesso i panni di Batman ormai da un pezzo. Ad un certo momento si rompe i maroni della situazione di Gotham e decide di fare quanto previsto dal titolo: tornare!
Si becca pure un nuovo Robin (stavolta femmina) e ritorna a vestire i panni del giustiziere, giungendo pure a menarsi con Superman, nonché allo scontro finale con il Joker.
La cosa che più mi affascina nelle storie di Batman è la conflittualità: Batman è un eroe immerso nelle contraddizioni, che abusa della violenza, che diventa giudice, giuria e boia, ma pur sempre un eroe.
Il suo unico rigido vincolo morale riguarda il non uccidere, ma lo spirito di emulazione che anima dei volontari vigilantes suoi epigoni non ha questo genere di freni. Dovrebbe smettere per questo?
E la cosa che più mi ha affascinato nel corso di tutto il volume è il continuo dubbio che serpeggia tra le pagine: indubbiamente Batman spacca il cubo a tutti i malvagi. Nei fumetti, i malvagi sono facili da individuare, ma nella vita reale c’è sempre quell’alone di incertezza. Dobbiamo scegliere se tifare per Batman o per lo stato di diritto. E il dubbio è ancor più difficile da dirimere se lo stato è corrotto.
Miller ha la sua ricetta e la applica senza dubbi anche al mondo reale.
Io non sono così certo che abbia ragione.
Intanto però ha sfornato una chicca.

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