The Year of Living Biblically: One Man’s Humble Quest to follow the Bible as Literally as Possible

the year of living biblicallyIl titolo di questo libro è quantomeno esplicativo. Volendo, potremmo chiuderla qua: si tratta del resoconto di un uomo che decide di tentare la strada della completa aderenza agli insegnamenti biblici per un anno.
Era da un po’ che ero invogliato alla lettura, pur dovendo ammettere che l’unica referenza era un titolo avvincente (azzarderei un “catchy”, ma poi mi rimproverano la mia sudditanza culturale nei confronti dello zio Sam).
Mi aspettavo un testo ironico, orientato a mettere in luce (e pure alla berlina) le contraddizioni e alcune delle assurdità della Bibbia. Onestamente mi aspettavo anche un atteggiamento un po’ arrogante (tipo Odifreddi, per capirci).
Del resto, si sa, è più semplice far sorridere mantenendo l’abito del cinico superiore (non per ripetermi, ma tipo Odifreddi, per capirci – anche se alla lunga, l’arrogante rompe un po’ le balle, diciamo).
E invece, fin dall’introduzione si capisce che siamo su un altro pianeta.
La molla che spinge l’autore non è quella di fare il buffone per un anno, ma cercare di fare un percorso di fede passando per l’interpretazione letterale della Bibbia.
Normalmente ci si aspetta che un maggior rigore nel seguire i dettami biblici sia originato da una fede più integralista (uso il termine senza includere sfumature di giudizio).
Jacobs, invece, decide di prendere la strada contraria e, sfruttando la dissonanza cognitiva, tenta di verificare se l’aumento di comportamenti “biblici” può causare un accrescimento della fede.
Lo stile è scorrevolissimo, si ride e si pensa allo stesso tempo e, cosa molto importante, l’autore mantiene un enorme rispetto anche di fronte a persone che fanno delle scelte quantomeno strampalate.
In più di un’occasione la mente corre alla povera moglie di sto tizio che si imbarca in avventure così bislacche.
<spoiler> Una delle conclusioni più interessanti a cui si arriva verso la fine del libro riguarda l’impossibilità di seguire integralmente i dettami della Bibbia, perché ci sono un sacco di ambiguità disseminate nel testo. Una su tutte, decidere se il Nuovo Testamento è una integrazione dei libri del Vecchio Testamento oppure se le leggi del Nuovo facciano un repulisti della tradizione precedente</spoiler>.
In sostanza, merita?
Mettiamola così: alla prima occasione, mi leggo anche il primo libro che Jacobs ha scritto (la sua esperienza nel leggere ogni voce dell’Enciclopedia Britannica).

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