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Deadpool kills the Marvel Universe

Deadpool_Kills_the_Marvel_UniverseComics americani degli ultimi anni penso di non averne letto praticamente nessuno, forse la cosa più recente è stata la storia di Spidey relativa al 9/11.
Mi approccio a questa mini di Deadpool carico di speranze perché ho letto in giro che Deadpool fa ridere e che la storia in questione si riesce a leggere tutto d’un fiato anche se non si conosce a menadito la temibile continuity Marvel.
Il titolo, alla facciazza di chi teme spoiler, è molto più che programmatico: c’è Deadpool che, uh, uccide l’intero universo Marvel.
Uno si aspetta azione, sagacia, un paio di splash page buttate lì per mostrare quanto si è bravi a disegnare, qualche zinger e un botto di violenza.
E invece la mini risulta noiosa, molte delle uccisioni avvengono fuori campo o in modo piuttosto stupido (l’unica sensata è quella del tessiragnatele – e stiamo parlando dell’intero universo Marvel). Deadpool poi non riesce a dire una battuta che sia una che riesca a strappare non dico una risata, ma almeno una smorfia, un sorriso, niente. Da pistolarsi il glande.
E i disegni sono pessimi.
In definitiva: sceneggiatore più incompetente di un ragazzino delle medie (il finale mi sembra un’idea che può risultare geniale solo ad un adolescente), sviluppo noioso (la menano per 4 numeri con un’idea che ne regge al massimo un paio) e disegni decisamente scadenti.
Appunto mentale: meglio tornare alla Marvel delle origini.

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X-Men #5

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Il simpatico gruppetto di giovinastri deformi e reazionari noto come X-Men viene ritratto in uno degli scenari casalinghi ad essi più consono: Jean Grey prepara una torta e aspetta in cucina per spreparare, mentre gli altri si ingozzano come maiali. Il professor X si complimenta con lei per la sua manina d’oro (con vaghi riferimenti a cosa gli piacerebbe fare con lei…), mentre gli altri esuberanti maschi in preda a crisi ormonale si sfogano strafogandosi di torta, che a loro mica gliene frega di diventare tutti ciccia e brufoli (che poi, se Bestia ha la forma fisica che si ritrova, un motivo ci dovrà pur essere).
Satolli e sdraiati sul divano a fare una gara di rutti grattandosi il pube mentre attendono che la loro servett… che Marvel Girl sprepari e rassetti la cucina (“Veloce, che poi c’abbiamo anche i calzini da rammendare”), al prof X viene in mente di Submariner. Ehi, sto coso qui con le branchie potrebbe essere un mutante! (Ma no, anche mio cugino Piero ha le branchie e puzza di pesce, mica occorre essere mutanti…)
Casualmente, nello stesso momento, anche a Magneto viene in mente di reclutare sto Namor. Con i suoi potenti poteri mentali lo convoca nella sua isoletta privata (e chi di noi non ne ha una?) per farlo unire alla sua congrega di sfigati.
Namor però è un po’ un lupo solitario, non gliene frega molto di abbassarsi a lavorare per un tipo con un secchio in testa, che poi c’ho anche da fare e nel mio ristorante specialità pesce sono un qualcuno.
Ovviamente cambia idea nel giro di tre secondi (una vignetta) quando prende un colpo di fulmine da Scarlet Witch. Mica prende un colpo di fulmine per lei, ma DA lei.
Intanto la congrega degli X-Men arriva sull’isola per convincere Namor ad unirsi a loro (che adesso, nel giro di un numero si passa da “e chi cacchio è sto Namor” a “ehi, non possiamo più stare senza di lui”).
Ma il buon Namor è intrippato con Scarlet Witch e quindi mazzuola i mutanti buoni.
Intanto gli X-Men riescono a far prigioniero il clone Marvel di Flash e il team di Magneto si rifugia nella stanza rifugio, al sicuro da tutti quanti. Risponde male a Scarlet Witch e Namor si risente un po’.
In quel frangente Toad  rassicura Magneto, dicendo al suo capo/padrone che non se ne fanno niente del clone Marvel di Flash, né di quella topa di Scarlet Witch. Lui ha la completa fedeltà di quel becchino che ha lo stesso nome di un noto gioco da tavolo (peraltro pallosissimo) e di quel gran pezzo di mutante che è Toad.
Ora, apriamo un attimo una parentesi: che utile il potere mutante di Toad! Lui sì che è indispensabile alla causa! Cosa fai? Beh, io salto. Cioè. Neanche un Fosbury qualsiasi. Cioè, io posso saltare qualsiasi cosa: i pasti, gli allenamenti, gli ostacoli, la pausa pranzo, le ferie, posso fare i turni di dodici ore, ti prego Magneto tienimi in considerazione.
Ma Magneto, giustamente, se ne fotte e pensa che tanto alla fine è lui a mandare avanti la baracca.
Poi, ignorando platealmente quella famosa storiella della volpe e dell’uva, dice che tanto alla fine lui è più forte di Submariner e quindi non ha bisogno di lui.
Seguono un po’ di mazzuolate, gli X-Men liberano Quicksilver e gli lasciano riunirsi con sua sorella, Namor torna al mare (che poi ho sentito che è tutta una finta: lui preferirebbe la montagna, ma la morosa vuol sempre andare a Sottomarina), la Confraternità della Malvagità Malvagia scappa e gli X-Men concludono dicendo che tutto sommato hanno perso tempo, ma va bene così. A Marvel Girl le rode che gli altri guardino le tette di Scarlet Witch (epperò, che PITA [pain in the ass -> pigna nel culo] che è; non la dà a nessuno, ma pretende che tutti facciano i maniaci solo con lei), ma Ciclope fa subito lo zerbino dicendole che lei è la più migliore. In sostanza, è successo qualcosa? Uhm… direi proprio di no.

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X-Men #5

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Abbiamo lasciato la nostra bislacca cricca mutante con il Professor X senza poteri e con la Confraternità della Malvagità Malvagia a piede libero. Mosci mosci (ehi, lo sapevate che significa “Pronto?” nelle risposte telefoniche giapponesi?) tornano alla scuola per far riposare il professore nella speranza che torni come nuovo. Quel somaro di Ciclope apre la porta con i suoi raggi dagli occhi, che tanto cambiare le serrature non costa niente e di fabbri ne trovi ad ogni angolo, guarda. E poi è inutile, Marvel Girl aveva già tirato fuori le chiavi dalla tasca. Che cafonazzo.
L’allegra ghenga deve fronteggiare l’arrivo della più terribile delle minacce: i coniugi Grey vengono a visitare la figlia, per vedere come funziona la scuola che tanto è stata loro raccomandata.
Ci trovano un gruppetto promiscuo di adolescenti, 4 maschi in calore con la loro indifesa figlioletta e nessun adulto responsabile a vigilare. “Il Prof X? Ma va là, quel babbione ci lascia fare quel che vogliamo. Su, su, che vi mostriamo la nostra palestra.” “Ma è una stanza vuota…” “Cosa volete, i tagli all’istruzione… non ci sono ancora arrivati gli strumenti”. Intanto è la scusa buona per eliminare quello stracciapalle di Ciclope, chiudendolo accidentalmente (seee, come no) nella stanza del pericolo. Lui ne esce semplicemente spaccando tutto.
Insomma, complice la demenza senile dei due rimbambiti genitori, gli X-Men la fanno franca, senza suscitare nessun sospetto.
Nel frattempo, la Congrega della Malvagità Malvagia cerca il nascondiglio segreto degli X-Men per fargli il c… per far loro una simpatica sorpresa. Decidono di mettere in piedi un astutissimo trucco: travestono il rospo da un atleta con la faccia di David Hasselhoff e lo fanno correre ad una corsa ad ostacoli. In questo modo, sperano che i mutanti gli chiedano di unirsi a loro.
I mutanti lo vedono e stanno per caderci come un pero (cotto) marcio: lo traggono in salvo da una folla inferocita (cioè, fino a tre minuti prima, tutti in visibilio perchè questo è bravo nella corsa ad ostacoli. Ora, siccome è troppo bravo, se la prendono con lui e dicono che bara. Mah!) e prendono la metro verso il loro quartier generale.
Ma il rospo si fa riconoscere e quindi il piano è sventato.
Come ipnotizzato, il rospo vuole tornare alla sua di base (l’asteroide M, che Magneto fa le cose in grande. Uno si compra un rolex, una ferrari, lui si fa l’asteroide… vabbè).
Gli X-Men lo seguono, Angelo viene catturato, rissa, gli X-Men liberano Angelo.
Ciclope viene scaraventato nello spazio, ma non c’è problema: della depressione che lo dovrebbe far esplodere istantaneamente, del freddo siderale o, quantomeno, della mancanza di ossigeno nel vuoto cosmico, qui ce ne facciamo un baffo, chè stiamo a leggere i comics, mica a leggere un libro di fisica.
L’Uomo Ghiaccio salva Ciclope, ancora rissa, spaccano l’asteroide di Magneto e fan ritorno alla base.
Quando raccontano l’avvenuto al Prof, lui dice che sa già tutto e che la sua perdita di poteri… beh, è stata uno scherzetto. Che, cioè, dovevo inventarmi una scusa per stare a sa a guardarmi Perry Mason mentre voi rischiavate la vita. Ragazzi, avete superato la prova.
Dimostrandosi così simpatico, il Professore conclude il numero motteggiando sul valore dei suoi ragazzi e sulla fine del loro addestramento.
Cioè, proprio uno stronzo.

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X-Men #4

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La copertina parte inquietante, mostrando la confraternita dei mutanti malvagi (che verrà introdotta nel racconto presente nell'albo). La chicca è che Scarlet Witch è vestita di verde. Probabilmente per non farsi riconoscere.
Comnuque la storia inizia nella solita danger room, trabocchetti, insidie, rischi per la vita di ogni mutante. Ma che non si dica che il professor X faccia preferenze! Anche Jean Grey deve affrontare una prova di rara destrezza: estrarre una torta dalla scatola (!) per festeggiare il primo anno di vita degli Xmen. Siccome prendere un coltello sembra brutto, Ciclope fa il burino e sfascia mezza torta giusto per bulleggiarsi con Marvel Girl (e lei giustamente lo cogliona a dovere).
Intanto, nubi tenebrose oscurano l'orizzonte (quanta poesia). La confraternita dei mutanti malvagi è riunita e sta aspettando il ritorno del capo (Magneto).
Nell'attesa sgranocchiano un boccone. Questo siparietto introduce i poteri di Mastermind (no, non ha il potere di individuare le sequenze colorate), il maestro delle allucinazioni e del Rospo (che è quello di mangiare in modo disgustoso). 
In tre parole: Magneto frega una fregata (che fregatura!), imbarca la sua allegra combriccola (che resta unita solo per le potenti doti di leadership -anche se Mastermind si vuole bombare la -oramai rossa- Scarlet Witch) e va alla conquista di uno staterello. La ciurma è abbastanza carica: "Dai, che adesso che abbiamo una nave da guerra conquistiamo il mondo! Partiamo da questo staterello idiota." (Pensa te se rubavano un dirigibile cosa facevano). Lo staterello si arrende quando vede l'esercito creato da Mastermind. A dirla tutta 'sto stato si merita anche di essere conquistato: nessuno che provi a ribellarsi, a dare un cazzotto ad un soldato, a fare resistenza, a spaccare una sedia sulla coppa di qualcuno. Niente. "Ehi, un esercito straniero ci sta invadendo!" "Vabbè, dai. Intanto butta la pasta che è tardi."
Gli Xmen arrivano per risolvere la situazione, ma finora è sempre stato uno scontro 6 contro 1. Adesso come la mettiamo che anche i cattivi sono in tanti? 
E infatti gli Xmen rimediano una figura abbastanza barbina: scacciano lo stesso la temibile confraternità, rischiano di esplodere tutti, non fosse che Quicksilver (una versione pezzente e simpatica di Flash -nonchè fratello di Scarlet Witch) disinnesca in tempo la bomba così veloce che quasi neanche si vede (niente battute sull'eiaculazione precoce, please).
Quindi l'albo si chiude con la minaccia della banda dei cinq… con la confraternita dei mutanti malvagi in libertà pronta a fare marachelle (forse a caccia proprio di un dirigibile? magari marrone, senza elica nè timone, per fare pendant con le figure degli Xmen) e con il povero professore ridotto senza poteri. Hangover!

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X-Men #4

X-men_vol_1_4

La copertina parte inquietante, mostrando la confraternita dei mutanti malvagi (che verrà introdotta nel racconto presente nell'albo). La chicca è che Scarlet Witch è vestita di verde. Probabilmente per non farsi riconoscere.
Comnuque la storia inizia nella solita danger room, trabocchetti, insidie, rischi per la vita di ogni mutante. Ma che non si dica che il professor X faccia preferenze! Anche Jean Grey deve affrontare una prova di rara destrezza: estrarre una torta dalla scatola (!) per festeggiare il primo anno di vita degli Xmen. Siccome prendere un coltello sembra brutto, Ciclope fa il burino e sfascia mezza torta giusto per bulleggiarsi con Marvel Girl (e lei giustamente lo cogliona a dovere).
Intanto, nubi tenebrose oscurano l'orizzonte (quanta poesia). La confraternita dei mutanti malvagi è riunita e sta aspettando il ritorno del capo (Magneto).
Nell'attesa sgranocchiano un boccone. Questo siparietto introduce i poteri di Mastermind (no, non ha il potere di individuare le sequenze colorate), il maestro delle allucinazioni e del Rospo (che è quello di mangiare in modo disgustoso). 
In tre parole: Magneto frega una fregata (che fregatura!), imbarca la sua allegra combriccola (che resta unita solo per le potenti doti di leadership -anche se Mastermind si vuole bombare la -oramai rossa- Scarlet Witch) e va alla conquista di uno staterello. La ciurma è abbastanza carica: "Dai, che adesso che abbiamo una nave da guerra conquistiamo il mondo! Partiamo da questo staterello idiota." (Pensa te se rubavano un dirigibile cosa facevano). Lo staterello si arrende quando vede l'esercito creato da Mastermind. A dirla tutta 'sto stato si merita anche di essere conquistato: nessuno che provi a ribellarsi, a dare un cazzotto ad un soldato, a fare resistenza, a spaccare una sedia sulla coppa di qualcuno. Niente. "Ehi, un esercito straniero ci sta invadendo!" "Vabbè, dai. Intanto butta la pasta che è tardi."
Gli Xmen arrivano per risolvere la situazione, ma finora è sempre stato uno scontro 6 contro 1. Adesso come la mettiamo che anche i cattivi sono in tanti? 
E infatti gli Xmen rimediano una figura abbastanza barbina: scacciano lo stesso la temibile confraternità, rischiano di esplodere tutti, non fosse che Quicksilver (una versione pezzente e simpatica di Flash -nonchè fratello di Scarlet Witch) disinnesca in tempo la bomba così veloce che quasi neanche si vede (niente battute sull'eiaculazione precoce, please).
Quindi l'albo si chiude con la minaccia della banda dei cinq… con la confraternita dei mutanti malvagi in libertà pronta a fare marachelle (forse a caccia proprio di un dirigibile? magari marrone, senza elica nè timone, per fare pendant con le figure degli Xmen) e con il povero professore ridotto senza poteri. Hangover!
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X-Men #3

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Normale giornata di routine per gli X-men, che trascorrono il tempo allenandosi e provandoci con Jean Grey. Il prof X convoca tutti perchè sente la presenza di un nuovo mutante arrivato in città con il circo (è arrivato il circo! è arrivato il circo!). Manda perciò il suo team di fiducia per convocarlo nella sede segreta degli X-men (e già qui dovrebbe suonare un campanellino d’allarme: hai una sede super segreta piena di segreti e hai le identità che tanto ti sforzi di tenere segrete e ci inviti un estraneo, per giunta dotato di super poteri? ma nelle mani di chi si sono affidati sti poveri ragazzi?).

La ghenga corre a prepararsi (corre perchè il primo che arriva accompagna Jean Grey). E tutti dentro lì si vogliono bombare Jean Grey. E tutti corrono anche perchè alla fine il circo è bello e piace a tutti e finalmente possono vederlo dal vivo e non su Rai 3.
A parte che Bestia si veste proprio come una bestia (non mi stupirei se si mangiasse le caccole). Ma da uno che si fa chiamare così, non ti aspetti neanche chissà cosa.

Il vero problema è Ciclope. Jean Grey gli chiede perchè ha quel muso così lungo. Lui non le risponde, ma dentro di lui sa di essere perdutamente innamorato di lei. Ma deve prima risolvere il suo problema con il suo terribile superpotere. Quello e trovare un altro vestito. Nel giro di 2 vignette si scopre anche che anche il prof X è un bel porco: inserisce la simpatica Marvel Girl nella sua scuola di mutanti perchè anche lui ne è perdutamente innamorato. Però ha quel problemino della sedia a rotelle.

Non mi stupirei se in un futuro scopriamo che ha usato il suo potere mentale per… ehm… concupire la mutante più desiderata (forse anche perchè l’unica).
Alla fine Jean va in macchina con l’Uomo Ghiaccio, che è il più cool di tutti i mutanti (lo so, è una battuta agghiacciante. E anche questo commento lo è).
Comunque, facendola breve: il mutante percepito dal prof X è un cicciobombo cannoniere che ha scelto per sè il virilissimo nome di Blob (che c’entri con Rai 3 anche lui? O forse è solo un fan di Blob Dylan).
Il panzone ha il potere di essere così panzone da non essere scalfitto praticamente da nulla.
I mutanti lo portano al covo segreto (usando Jean Grey per convincerlo -poveretta!-).

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Lui non ne vuole sapere di unirsi a quella gente lì dal costume ridicolo (e come dargli torto? e non sto parlando solo della giacca di Ciclope) e si dà alla fuga.

Il prof X s i rende conto di essere un pollo pelato e di aver dato in mano a Ciccio Panza l’ubicazione del covo segreto ricco di segreti con contorno di identità segrete. Intima perciò ai suoi uomini di portargli il mutante che gli riserva un simpatico trattamento mentale.
Il panzone buontempone intanto si organizza e prepara un assalto alla sede segreta blabla segreti blabla identità segrete con l’aiuto di tutti i circensi suoi pari.
Bloccano gli X-men e si dirigono dal Prof che non ha ancora terminato l’amplificatore del suo segnale psichico per formattargli le meningi.
Ora, per bloccare Jean Grey (che, ricordiamolo, ha i poteri della telecinesi) l’anno legata e bendata. Il sogno erotico dei nostri mutanti non ci arriva da sola che si può slegare e sbendare usando i suoi poteri (o magari slegare gli altri o liberare il povero Uomo Ghiaccio, messo sotto ad un cerchio di fuoco). Deve aspettare le istruzioni mentali del professore. Mah, forse non è stata addestrata così bene.
Comunque vabbè, i nostri si liberano, fanno il solito casotto, il professore cancella i ricordi a Blob e a tutta la sua acrobatica compagnia e tutto è bene quel che finisce bene.
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X-Men #2

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Nuovi pericoli per il mondo. Un criminale (da arrestare almeno per amore del buon gusto, visto che è agghindato con un materasso e un colletto che mette bene in evidenza la pelata) ruba una banca e pubblicizza i suoi poteri mutanti. Si chiama Vanisher e ha il potere si… svanire (per essere precisi, di teletrasportarsi istantaneamente, anche se Instant Teletransporter non funziona molto come nome di battaglia).

In 2 parole, questo malvivente che ha il nome come quello di un detersivo rapina una banca scortato da dei poliziotti che, ingenui loro, pensano di catturarlo. Poi ruba dei piani supersegreti e chiede un mega riscatto. 
Per farne che, non si capisce, visto che tutto quello che vuole lo può tranquillamente rubare e poi sparire. Ma sai com’è, l’ambizione, il fascino di un conto in banca extrafornito.
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Mette insieme una gang con delle brutte facce (non solo nel senso di facce criminali), tra cui ce n’è uno particolarmente sveglio che per leccare il culo gli offre un cestino di frutta (oddio, un cestino di frutta! ehi, re dei criminali, volevo starti simpatico. ero indeciso se portarti una bozza di whisky, con sigari e giovani prostitute, ma alla fine ho pensato di lasciarmi completamente andare agli eccessi e di portarti un cestino di frutta).
Al momento di andare a ritirare il riscatto, i mutanti fanno un mazzo tanto alla banda, composta ovviamente di fifoni, imbecilli e incapaci.
Abbastanza un classico, alla fine il campione da battere è Capitan Detergente per Macchie Ostinate. 
I nostri giovini ed inesperti mutanti si fanno prendere in giro e invece di far finire il fumetto in un modo abbastanza classico (ehi, alla fine i mutanti sono una squadra contro uno, basta solo prenderlo alle spalle con un colpo per stordirlo, senza nemmeno tirar fuori la storia che i duri allenamenti di tutti quanti li han resi più veloci della volontà del Nemico dello Sporco), arriva un colpo di genio. Il piano segreto del professor Xavier. Semplice e devastante. Con i suoi poteri psichici prende la mente del Terrore dell’Unto, la accartoccia, ci sputa sopra, ci si pulisce piedi e culo (non in quest’ordine) e, in buona sostanza, dimostrando nessun rispetto per l’altrui persona, lo rende un completo mentecatto.
Bene, con questo la saga degli Xmen si può chiudere: ogni cattivo malvagio mutante antipatico che fa qualcosa di male, tacchète, arriva prof X e questo non si ricorda nemmeno più come allacciarsi le scarpe (anche se vedendo i costumi dei mutanti sembra che ben pochi possiedano questa arte).
Non h’hai lasciato il posto sull’autobus? Plop, ora faticherai anche solo a soffiarti il naso.
Parli al cellulare al cinema? Puff, ti faccio scordare di respirare.
Prendi in giro il più grande telepate del mondo per il suo lieve handicap motorio? Splash (perdono, avevo finito le onomatopee credibili), ti ipnotizzo e ti faccio credere di essere un cocker.

Bau, bau, bau.
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X-Men #1

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Il professor Xavier introduce Jean Grey/Marvel Girl a questo gruppo di adolescenti scavezzacollo esaltati dotati di superpoteri, che passa il tempo ad esercitarsi nella Stanza del Pericolo (una stanza con… ehm… molti pericoli). I membri di questa squadra sono Cyclops, Beast, Angel e Iceman. Casualmente, proprio all'arrivo di Marvel Girl, Magneto entra in una base militare e ne prende il controllo. I suoi poteri magnetici gli permettono di fare pressochè qualsiasi cosa.
Il vecchio professor X, che comunica quasi esclusivamente per via telepatica e i cui poteri gli permettono di mettersi in contatto praticamente con chiunque sul pianeta (abbassandogli notevolmente le spese telefoniche), convoca i ragazzi e gli rivela una cosa che ha dell'incredibile: lui è il telepate più fico di tutti, ma il fatto che sia su una sedia a rotelle gli rende difficile anche andare in bagno da solo, altro che andare a combattere i cattivoni. Per questo ha addestrato queste giovani speranze mutanti, per dar loro una casa, conforto e la possibilità di imparare a convivere con i propri poteri, ma anche per mazzuolare il male.
Il male in questo caso è Magneto.
I baldi giovani vanno in missione, pata-pim, pata-pum, evitano spargimenti di sangue e fanno scappare Magneto, che in poche vignette già si rivela un osso duro (ho la vaga sensazione che i mutanti lo incontreranno ancora…).
E così, nel giro di un numero prolisso come solo un fumetto d'altri tempi, facciamo la conoscenza di alcune delle presenze fisse di tutta la serie, di Magneto e di Jean Grey, che a tanti farà perdere la testa.
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