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Doctor Who S05E13 – The Big Bang

Mi ripeto? Mi ripeto! Puntatona della Madonna! E qui “Like a virgin” c’entra poco o nulla.
Come si risolve il cliffhangerone della puntata precedente? Semplice! Basta aspettare quei quasi duemila anni…
Amy viene fondamentalmente risorta grazie alla Pandorica (che, essendo una prigione perfetta, non permette a nessuno di sfuggire, nemmeno lasciandoci le scorze), dopo che Rory ha liberato il Dottore.
Ma che fine hanno fatto tutti i nemici del Dottore? Beh, quelli non sono mai esistiti.
Ma e perché la Terra non è ancora stata cancellata? Ma perché è nell’occhio del ciclone. Ma l’occhio si sta per chiudere.
E quindi? E quindi basta domande, porcaccia la miseriaccia.
Qui abbiamo il Dottore che va a balzelloni in giro per il tempo, salva il salvabile, si sacrifica, ma tanto viene ricuperato: si sa che i ricordi sono importanti – quasi me ne dimenticavo – e abbiamo già visto che Amy c’ha tipo i superpoteri (oltre ad essere superbona, intendo).
E quindi matrimonio tra Amy e il signor Pond (TROLOLOL), il Dottore appare all’ultimo e le solite cose insomma.
Un finale di stagione che chiude i nodi sospesi?
Macché, Moffat fa l’infame e non solo prepara il terreno per il prossimo speciale di Natale, ma getta anche le basi per la prossima stagione (chi o cosa è il Silenzio? e perché il Tardis è stato distrutto?)
Vabbè, lo scopriremo solo vivendo.

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Doctor Who S05E12 – The Pandorica opens

Dopo un cold open della Madonna, in cui River fa succedere letteralmente l’impossibile (no, dai, non è così “letteralmente”), ci troviamo con la nostra ghenga (composta dal Dottore, da Amy e da una River raccattata per l’occasione) nei pressi di Stonehenge ai tempi degli antichi romani. Per dirla semplice: c’è la gabbia che contiene l’essere più potente dell’universo. E chi ci sarà mai lì dentro?. Tanto fra un po’ si apre e vediamo.
Piccolo problema: Stonehenge è tipo una mega antenna e praticamente tutti i nemici del Dottore hanno origliato e compreso che la Pandorica (sta gabbia) sta per aprirsi.
“Ecché, e chi sono io per non andare a dare un occhio?” pensano i Dalek. Ma il problema è che lo pensano pure i Cybermen, i Sontaran e praticamente tutti gli altri con i nomi impronunciabili e/o platealmente ridicoli.
E quindi?
Vabbè, mezzo spoiler, però dopo un tot di cose ci troviamo di fronte ad un cliffangerone della Madonna (stesso commento che ho fatto all’inizio: bella puntata o sto perdendo capacità espressive?): il Dottore imprigionato nella Pandorica, River imprigionata nel Tardis che sta per esplodere, Rory è tornato (come pezzo della fantasia di Amy) e però per sbaglio ammazza la sua morosa (sort of), tutti i nemici del Dottore son lì d’accordo per evitare che si liberi. E se il Tardis arriva ad esplodere, oltre a dispiacermi perché ormai sono affezionato alla cabina blu, c’è anche un tenue effetto collaterale (che è tenue come l’intestino: ovvero ripieno di cacca): l’universo intero esplode.
Che, oh, io sono affezionato pure a questo universo.
E quindi?
Cliffanger!

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Doctor Who S05E11 – The lodger

And we’re back!
Paciocco Tenerone è amicissimo con Tizia Anonima. Ma talmente amicissimo, che guarda, si spingerebbe pure un po’ più in là con lei. Tipo in camera da letto? Allusione fin troppo oset. Meglio dire che se la sposerebbe anche. O, almeno, vorrebbe riuscire quantomeno a confessarle il suo amore. Che sennò è difficile sposarla.
Solo che, si sa come vanno ste robe, Paciocco Tenerone è pure Paciocco Timidone.
Ma che c’entra tutta sta storia con il Dottore, Amy, il Tardis et cetera?
Abbiam sbagliato serie? Siamo finiti a vedere un Dawson Creek qualsiasi?
Macché. Colpo di scena: il Dottore diventa il coinquilino di Paciocco Tenerone Timidone. Perché mai? Amy è da sola sul Tardis e non riesce a farlo atterrare, lui è rimasto appiedato, c’è un’anomalia al piano di sopra, insomma, una delle solite scuse qualsiasi.
E così, dopo averlo offeso gratuitamente (del tipo dicendogli che ha più o meno la forma di un divano – settare l’indicatore di sensibilità a 11, per favore), il Dottore diventa tipo il migliore amico di PTT (Paciocco Tenerone Timidone). Tutto va a gonfie vele finché a PTT non viene il sospetto che TA (Tizia Anonima) non cominci a invaghirsi del Dottore. Ah-ha! Triangolo in vista! Se non fosse che al Dottore frega una cippa di TA (ci mancasse altro, viaggia con Amy…) e, anzi, cerca di fare il novello cupido. Solo che usa lo spazzolino elettrico invece di arco e frecce.
Ah, a tempo perso cerca pure di risolvere il mistero del piano di sopra, con le voci inquietanti dal citofono e le strane sparizioni accompagnate da loop temporali.
Vabbé, non entro nel dettaglio, ma  tanto si sa già che si risolve tutto.
Ovviamente anche in questa puntata ci sta la crepa (sotto la cui panca la capra campava, o una roba del genere).
Vediamo come va a finire il tutto.

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Doctor Who S05E10 – Vincent and the Doctor

Il Dottore ed Amy vanno ad una mostra di quadri e decidono di andare a trovare Vincenzino. No, non il ragazzo che mette il pomodoro e la mozzarella sulla pasta nella pizzeria take away dietro casa mia. Vincenzino Van Gogh (fun fact: scopro che tutti gli anglofoni lo pronunciano vangoff, che se gli cambi l’accento sembra un personaggio di un romanzo russo). Insomma, il pittore rosso-di-capelli-ma-non-necessariamente-proveniente-dalla-festa-dell’unità ci prova (pesantemente) con la nostra rossa (ginger!) preferita, ma lei glissa cordialmente dicendo che non è una tipa da matrimonio (ah, che sottile rimando alla cancellazione di Rory dall’universo). Ah, sì, ovviamente c’è un mostro alieno. Che però non è cattivo, è solo che è cieco. Ed è pure invisibile. E l’unico a vederlo è Vangoff. As usual tutto si risolve per il meglio. Bonus: il dottore fa intravedere a Vincenzino la gloria futura che lo aspetta.
Il tutto dando l’impressione di voler trascinare una trama più del dovuto per riempire lo slot assegnato, ma tant’è.

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Doctor Who S05E09 – Cold blood

Ah, che fine giuoco di parole sotteso dal titolo di questo episodio: il sangue freddo a cui ci si riferisce non è solo quello che circola nelle vene delle lucertolone della scorsa puntata (che ora sono molte di più), ma anche quello che NON hanno gli umani che son rimasti in superficie a vigilare sull’ostaggio. E, infatti, tale ostaggio accidentalmente muore per uccisione. Oh, se l’è cercata: non la finiva più di scassare gli zebedei.
Intanto il Dottore è sceso nel sottosuolo, Amy si è liberata senza farsi sfregiare, si tenta un accordo delle parti per evitare una guerra e per fare un mega inciucio di larghe intese per la convivenza umani-lucertole, tutto il piano va a fare una gita in montagna quando si scopre della morte dell’ostaggio, fuga, pericolo, le solite cose. Ah, sotto terra appare di nuovo la crepa. E Rory muore. Amy bellamente se ne sbatte (ma solo perché non si ricorda più di lui – più o meno come fanno tutte le ex che ti lasciano). Gli altri si salvano più o meno tutti.

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Doctor Who S05E08 – The hungry Earth

Il Dottore, Amy e Rory fanno un viaggetto nel futuro. Non tanto avanti, giusto quei 5-6 annetti. Destinazione: Rio! Ehm, no, in realtà per qualche strano motivo non assisteremo al carnevale delle chiappe mulinanti (proprio strano, eh?), mentre invece ci ritroviamo in un paesino dimenticato da Iddio. Secondo me qualcosa qui sta per succedere, l’è minga pussibil che non succeda niente per tre quarti d’ora in un serial tv. E infatti. Assistiamo ad un piccolo staff di scienziati che cerca di realizzare il buco più grande del mondo (e senza avvalersi della collaborazione di Rocco Antonio Tano detto Siffredi). E cosa c’è in fondo al buco? PROBLEMI! Il terreno comincia a mangiare le persone (tra cui Amy), Rory si trova ad interpretare la parte del detective per far luce sulle sparizioni misteriose, mentre il Dottore fa quello che fa di solito (corre e cerca di salvare tutti).
In realtà il problema è che nel sottosuolo vivono ste lucertolone antropomorfe dagli intenti piuttosto bellicosi (aspettative tradite: le lucertole vedono un paio di stivali in pelle di coccodrillo, gridano disperati “Ziooooo!” e fanno partire la guerra). La ghenga riesce a prendere una di queste lucertole da utilizzare come ostaggio. Nel frattempo Amy sta per essere aperta come una mela cotta da uno dei lucertoloni. E, diciamolo, si capisce subito che è uno stramboide: gli interessa di più segare la nostra rossa preferita piuttosto che trapanarla. Hangover!

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Doctor Who S05E07 – Amy’s choice

Puntatona ona ona!
Amy e Rory sono sposati da 5 anni, che, guarda caso, è lo stesso periodo da cui hanno iniziato a condurre una vita normale. Piccole differenze dall’ultima volta che li abbiamo incontrati, segno che il tempo passa? Rory si è fatto crescere un ridicolo codino (per compensazione di qualcos’altro? ‘ste associazioni coda/codino mi riportano al sense of humour britannico che pervade comunemente gli studenti delle scuole medie). Ah, sì, e poi c’è Amy che è estremamente incinta. E qui si sente Rory che grida una roba del tipo “Compensazione, eh? Intanto io ho fatto diventare Amy un tempio della vita! Codino o non codino!”. Mestamente mi allontano, meditando un nuovo taglio di capelli.

Ok, ritorno di fronte allo schermo (umiliato e offeso, come direbbe il mio amico Fedro) giusto in tempo per assistere all’irruzione del Dottore nella spensierata vita della coppia di teneroni.
Con la sua solita discrezione, il Dottore inizia a sfottere le dimensioni della panza di Amy (MAI prendere in giro la panza durante la gravidanza, lo dice pure il proverbio – comunque tranquilla Amy, io TVB lo stesso [io ti apprezzo anche mentre/son quadruplicate le dimensioni del tuo ventre]).
Un po’ di chiacchiere e poi, così, con non-chalance, i tre si addormentano e si risvegliano sul Tardis, 5 anni prima.
“Ohibò, che sogno bizzarro ho fatto”, “È lo stesso che ho fatto anche io”, “E pure io”, commentano basiti i tre.
“Non è così strano” aggiunge una quarta voce.
“Come, una quarta voce? Ma non siamo in tre?”.
“Evidentemente no”.
Signore e signori, il Signore dei Sogni. Quest’omino, che si fregia di un appellativo che sembra il titolo di una canzone di Neil Sedaka, in realtà si rivela essere un temibile nemico per il Dottore e la sua ghenga (almeno per una mezz’oretta, eh).
Ok, in sostanza: da una parte c’è il sogno, dall’altra la vita reale. In entrambi il gruppo deve affrontare un pericolo mortale.
Se muoiono nel sonno, si svegliano tutti nella realtà. Se muoiono nella realtà, beh… muoiono.
Sta al gruppo scegliere quale delle due situazioni è reale e quale è finzione (oh, a me sembra la trama per un episodio de “Il prigioniero”, tanto per dire – e sbavo già all’idea che il Dottore possa mettersi ad urlare “Io non sono un numero, sono un uomo liberooo!”).
In realtà gentilmente il Dottore sbologna la scelta ad Amy, forse per farsi perdonare il continuo sfottere le titaniche dimensioni del ventre della ragazza (se sfotti la donna ripiena essa diventa una iena, come insegna un altro noto proverbio).
E quindi da una parte il Tardis che sta per essere risucchiato da una stella fredda (don’t ask), mentre dall’altra ci sono delle gang di vecchiette che imperversano (come nei Monty Python!) per il paese, risultando letali a causa di alieni con la fiatella-inceneritore (don’t ask, again).
Bella la risoluzione, bello il finale, bello tutto, dai. Un gran bell’episodio stand alone, tanto divertente, quanto cervelloticamente schizzato.
Unico neo relativo al finale (per cui occhio allo spoiler).
<spoiler>
Ma se sono entrambi sogni, non c’è nessun pericolo fin dall’inizio. Cioè, tutta sta tensione per un nonnulla? Vabbè, dai, l’importante è che non si sia fatto male nessuno (cit.). Temibile nemico un cavolo, proprio. È più pericolosa Amy da arrabbiata (se ti arrabbi mentre hai la pagnotta in forno, mi allontano 9 mesi e poi torno, citando il diffusissimo proverbio ).
</spoiler>

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Doctor Who S05E06 – The vampires of Venice

E alla fine il Dottore scopre che Amy e Rory si debbono sposare e decide di regalare loro un viaggetto romantico (in tre). La sua innata discrezione lo porta a presentarsi a Rory al suo addio al celibato, sostituendo una spogliarellista dentro alla torta (!) e cogliendo l’occasione per dire in modo poco riservato che lui e Amy si sono baciati (lo dice davanti a tutti gli invitati!).
Comunque.
Visto che la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo, anche il viaggetto tranquillo nella Venezia (mille)cinquecentesca si trasforma in un incubo costellato di vampiri.
Come l’altra volta (solo che si era a Londra e gli antagonisti erano streghe – qui il link manca, che ho iniziato a scriverne giusto dalla puntata dopo), uno pensa che i cattivi siano vampiri, ma si fa presto ad intuire che si tratta di alieni che mirano a far danni (in questo caso vogliono allagare Venezia – sai che novità, ci aggiungo io).
In realtà sono uomini-pesce. O, meglio, una donna-pesce che ha tipo un milione di pescetti che aspettano la fregna adatta per riprodursi e crescere. Le donne non adatte sono usate invece come concime. Alla faccia della misoginia.
Ovviamente Amy farà da esca per riuscire a sventare il piano alieno, grazie all’aiuto di un gondoliere che ha perso sua figlia (e pure la dignità, quando si ritrova ad indossare la maglietta dell’addio al celibato di Rory).
Poi, alla fine si sa come va, casino, il Dottore si fa aiutare da Amy e da Rory e risolve la situazione.
Rory promosso a companion full time, il trio lascia Venezia, mentre il Dottore nota un silenzio anormale (figuriamoci, se si abitua a viaggiare con quei due se si sentirà ancora, un po’ di silenzio).

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Doctor Who S05E04 – The time of angels & S05E05 – Flesh and stone

Come fa una persona che conosce il Dottore a lasciargli un messaggio? Ovviamente incide su un importante reperto archeologico un messaggio con le coordinate spazio-temporali in cui farsi venire a prendere. La persona in questione è River Song, il Dottore è sempre il Dottore. Che trova il reperto e con il Tardis la preleva proprio al momento giusto. Tutti insieme (c’è anche Amy, ovviamente) appassionatamente verso una nuova avventura. Il Dottore ha di nuovo a che fare con gli Angeli Piangenti. Che adesso quando ti toccano ti ammazzano. E adesso ogni immagine degli Angeli diventa essa stessa un Angelo.
Come al solito, situazione di pericolo assurdo (un sacco di Angeli), don’t even blink (si muovono solo se nessuno li vede, la versione fantascienza/horror di “1, 2, 3, stella”), angeli dappertutto. E Amy che cova un Angelo in testa e, per assurdo, deve tenere gli occhi chiusi, sennò muore.
E come se non bastasse c’è anche la crepa nel muro di Amy, che cancella le cose dallo spazio-tempo (chi ci va dentro cade nel dimenticatoio senza ritorno, un po’ come chi va all’ “Isola dei famosi”).
E tocca separarsi, usare un walkman e la situazione sembra irrecuperabile.
Ma con una buona dose di fiducia nel Dottore (basta non farlo arrabbiare) tutto torna al suo posto.

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Doctor Who S05E03 – Victory of the Daleks

Ch-ch-ch-ch-Changes
Turn and face the strain
Ch-ch-Changes
Don’t want to be a richer man
Ch-ch-ch-ch-Changes
Turn and face the strain
Ch-ch-Changes
Just gonna have to be a different man
Time may change me
But I can’t trace time

No, ho sbagliato. Il ch-ch-ch iniziale mi ha mandato in confusione. L’ho capito subito, ma quando parto con ‘sta canzone non mi posso fermare (almeno) prima della fine del ritornello.
In realtà il ch-ch-ch a cui stavo pensando era quello di una canzoncina dei Blur di qualche annetto fa (It could be you).
Aneddoto che non c’entra nulla, ma fa tanto persona dal cuore tenero e in più spezza un po’ la tensione. La canzoncina di cui sopra è apparsa in “The Great Escape”, quarto album in studio dei Blur, classe 1995, subito dopo Parklife e appena prima di quello con Song #2 (uh-hu, tanto per capirci), è stato il primo cd che io abbia mai comprato in vita mia. Lacrimoni. Commozione. Momento amarcordo.
Comunque.
Questo bellissimo aneddoto (ehi, per me è bellissimo, mi scalda il cuore in questo gelido inverno. Ah, il calore delle emozioni e dei ricordi potrebbe sostituire quello della stufa a legna – no, pensandoci, direi proprio di no) potrebbe sembrare inserito a forza solo per dare un’impressione di normalità a questo texano dagli occhi di ghiaccio che abitualmente scrive su queste pagine (NdR: è un modo di dire, non sono realmente texano; è solo per far capire come il mio fascino glaciale sia percepito da chi mi conosce di persona – e se non pensi che io sia un texano dagli occhi di ghiaccio, è solo perché non mi conosci abbastanza bene). E invece. L’aggancio tra canzone e post è bellissimo e arriva proprio dalle primissime parole della canzone summenzionata.
Ch-ch-ch-churchill got his lucky number e così via. Potrei scriverla tutta, me la ricordo ancora a memoria, ma alla fine se a qualcuno interessa veramente c’è sempre l’internet che provvede a saziare le curiosità di chi non ha niente di meglio da fare.
Mi sto distraendo da solo.
La canzone inizia parlando di Churchill e vedi un po’ il caso, chi ti incontrano il Dottore e Amy? Churchill!
Volendo un po’ calcare la mano, il numero fortunato posseduto da Churchill potrebbe essere quello di telefono del Dottore!
I Blur avevano previsto tutto!! Con un decennio di anticipo!!!!1!!uno!!!!undici!!!
Ok, lo ammetto, non c’entra nulla. Però il gancio era buono e quindi entro in scia e mi ci attacco come se fosse un tram.
Il Winston più famoso del mondo (dopo il protagonista di 1984 e l’acchiappafantasmi sfigato di cui non si ricorda nessuno) chiama il Dottore, il quale arriva mesi dopo la chiamata. Ma non ha una macchina del tempo? Non la può regolare un po’ prima? Ma che domande! Stiamo parlando di uno che ha fatto aspettare 12 anni una bambina!
Comunque, Ch-ch-ch-churchill got is lucky number… ehm, scusate… Churchill si è organizzato e per vincere la guerra ha assoldato uno scienziato che ha inventato e costruito i Dalek! E servono il the (o té che dir si voglia)!
Il Dottore sbrocca e ci dice che mica sono amici, che loro sono sempre stati nemici, che sono Dalek, mica dei servitori qualsiasi.
E, oh, funziona. Sti Dalek smettono la loro finzione e iniziano un processo di creazione di una nuova serie di Dalek tutti colorati (evviva! è arrivato il carnevale!).
E si scopre che non è lo scienziato ad aver creato i Dalek, ma sono stati loro a creare lui. Ed è una notizia bomba! Nel senso che lo scienziato stesso è una bomba che potrebbe esplodere distruggendo il pianeta Terra.
Poi, vabbè, il Dottore minaccia i Dalek con un biscotto di quelli con la marmellata in mezzo e salva la situazione: tutti felici e contenti.
Ma siamo ancora in guerra! Vabbé, Winston, hai fatto fuori i Dalek, cosa vuoi che siano un po’ di nazi crucchi?
E il Dottore disimpegna.
Ah, in questa puntata c’era anche Amy, ovviamente. Ha fatto un paio di cose importanti, companion del Dottore, senza di lei andava tutto a rotoli, blablabla.
Permane fondamentale comunque il suo ruolo di bona da paura.
Ma le cose stanno per cambiare!
Ch-ch-changes,
Turn and face the strain….

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